La Chiesa ha dei problemi al suo
interno
anche se non vuole riconoscerli e discuterne in umiltà
PISTOIA. Cristo, con tutto il rispetto, sta facendo dei danni.
Involontariamente, s’intende. E ancor più, i danni, li
stanno facendo certi francescani che si spericolano fuori dal finestrino e
assolvono i seguaci di Cristo come Celentano.
A parlare è un laico: ma che pensa fermamente che il popolo
dei fan di Cristo non può essere volontaristico e velleitario, spontaneistico
e casuale.
Insomma, signor frate che ha sposato il Celentano e la Claudia
Mori, e che assolve il molleggiato per la sua franchezza: non basta
essere spontanei per essere assolvibili e immediatamente assolti. Cristo non
avrebbe approvato delle sparate come ha fatto 24mila baci.
E la Chiesa, soprattutto, non dovrebbe ammettere l’equazione
franchezza = giustezza e assoluzione: troppo facile e comodo. Perché chi
fa come lei, signor frate francescano, mette a rischio la Chiesa: passasse mai
il discorso che anche sparare a chi ci fa incazzare, è santo e perdonabile, se
siamo spontanei e franchi.
In realtà non so quanta immediatezza ci sia stata in chi è arrivato
a parlare sul palcoscenico di Sanremo dopo aver riflettuto, per diverso tempo,
in mezzo alle polemiche per gli 800mila euro di cachet. Forse sì che per questo
tanto denaro si sarebbe incazzato Cristo!
Il problema sostanziale è che la Chiesa ha dei problemi.
Dentro di sé. Anche se non vuole discuterne in umiltà e perfetta francescana
letizia.
A forza di dottrine sociali, di evoluzioni e di magisteri ‘aperti’,
la Sposa di Cristo ha lasciato credere a tutti, anche alla sinistra (perfino
quella radicale, ma credente), che basta semplicemente essere indignati o
incazzati per avere ragione e diritto di sparare perfino bestialità: o di
pensare che Dio e Cristo sono la stessa cosa e l’uno valga l’altro, o che il
Dio dei cristiani è lo stesso di quello dei mussulmani e oltre.
E così ora ognuno ha i suoi grattacapi, perché ci sono
tantissimi (troppi) che amano Cristo e che, nel suo nome, fanno proprio come
cazzo gli pare, esternando delle solenni e inaudibili cazzate.
Non giudicate – per
favore – per qualche parola che possa sembrare ‘sopra le righe’.
Ormai questa tipologia di vocaboli è entrata nella lingua
ufficiale perfino dello Stato e delle Istituzioni (con le maiuscole) da quando
Cossiga buonanima diceva di essere incazzato, e da quando il molleggiato
stesso, in Tv, disse, appunto, cazzo e nessuno più ci fece caso.
In fondo questo termine, così comune fin nella Kindersprache,
la lingua dei bambini quasi da asilo, è una parte del corpo umano, che si
chiama ‘popolarmente’ così. In fondo questa libertà se la sono presa in molti
nella storia – e anche fuori da essa.
Ma torniamo a noi.
Con tutti gli innamorati di Cristo che circolano oggi
– e che vanno assolti come dice il buon signor frate francescano di Celentano e
della Mori – il Cardinal Bagnasco ha il suo e del suo livello, ma anche il
Vescovo Bianchi ha il suo e del suo livello: al Cardinale-Principe tocca un
grande Cristo a Sanremo; al Vescovo-Conte un più modesto Cristo a Pistoia. Le
proporzioni sono rispettate: nella fattispecie il Bardelli di Tvl, che,
appunto, proprio in questi giorni, ha rappresentato il suo amore di cristiano e
di Cristo con lo spontaneismo che lo scrimina, ipso facto et praesumpta fide,
da qualsiasi colpa di qualsiasi genere.
Concludo, dunque, ad anello, tornando su me stesso.
La troppa apertura alla rincorsa del consenso, viene presa, o
Chiesa di oggi, di Bagnasco, della Cei/Avvenire e di don Sciortino/Famiglia
Cristiana, come difetto di controllo che non fa per niente bene alla salute
prima dei singoli (che si cristificano) e poi della collettività.
Alla fine tutti si credono dei Cristi redivivi e dei martiri
con licenza di uccidere. E dicono più cazzate che possono. Da San Remo in Rai1
e da Pistoia in Tvl – ma, come vediamo, sempre in Tv.
Che dire allora?
Cari Bagnasco e Bianchi, pensateci. Ma… un po’ ve la siete
voluta!
Edoardo
Bianchini
Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Giovedì 16 febbraio 2012 – © Quarrata/news 2011]
Nessun commento:
Posta un commento
MODERAZIONE DEI COMMENTI
Per evitare l’inserimento di spam e improprie intromissioni, siamo costretti, da oggi 14 febbraio 2013, a introdurre la moderazione dei commenti.
Siamo dispiaciuti per i nostri lettori, ma tutto ciò che scriveranno sarà pubblicato solo dopo una verifica che escluda qualsiasi implicazione di carattere offensivo e penale nei loro interventi.
Grazie.