di MARCO FERRARI
Con ordinanza del
Tribunale di Prato in data 11 febbraio 2013, la società proprietaria del “Rondò
Priscilla” è stata condannata a rimborsare il doppio delle caparre versate
dagli acquirenti delle unità abitative che avrebbero dovuto essere ricavate nell’immobile
CUTIGLIANO-MONTAGNA. Uno degli alberghi simbolo della Cutigliano turistica e
perla della Montagna Pistoiese versa ormai da troppi anni in condizioni
fatiscenti circondato da impalcature rugginose.
Era il 2003 quando l’allora Giunta comunale guidata da Graziano Nesti
decise di alienare il bene di proprietà pubblica.
Due bandi andati deserti portarono ad una successiva trattativa diretta con
la società di Prato Newimm
S.r.l., circa un milione di euro il prezzo di vendita. Un immobile
importante non solo da un punto di vista meramente economico, ma anche per ciò
che tale struttura rappresentava per la collettività di Cutigliano. Una
struttura alberghiera con annessa piscina e una sala polifunzionale solo
recentemente recuperata. Una struttura che da alberghiera viene trasformata
prima in residenza turistica alberghiera
e successivamente, nel febbraio del 2009, in unità abitative da mettere in
vendita.
Unità abitative che vengono messe immediatamente sul mercato e trovano
subito degli acquirenti disposti a versare delle caparre confirmatorie.
Trasformazioni e atti di vendita che rimangono però solo sulla carta. I
lavori di ristrutturazione, iniziati sei anni, fa nell’agosto 2007, sono bloccati da un pignoramento cui è stato
sottoposto l’immobile nel primo semestre del 2010, ma anche da precedenti
sopraggiunte e auto-riconosciute difficoltà economiche in cui versa la società
immobiliare. Nella nota integrativa al bilancio 2009, ultimo presentato e
disponibile presso la Camera di
Commercio Industria e Artigianato di Prato si legge, in merito alle difficoltà
finanziarie, quanto segue: […] devono essere evidenziati i notevoli problemi
di carattere finanziario verificatisi a fine esercizio. Tali problemi sono
derivati anche dalle variazioni di mercato di uno strumento finanziario
derivato (swap) sottoscritto insieme al mutuo edilizio che ha comportato
complessivamente una perdita di oltre 100.000 euro; a tale perdita si è sommata
anche una perdita su crediti di oltre 150.000 euro, derivante dal fallimento di
una società debitrice. Le problematiche di carattere finanziario hanno inoltre
portato, nell’anno 2010, al pignoramento dell’immobile principale ed al
conseguente blocco dei lavori edili. [...].
Constatato il blocco dei lavori, il pignoramento dell’ex complesso
alberghiero e la mancata consegna delle unità immobiliari entro i termini
previsti contrattualmente fissati il 31/12/2010, gli acquirenti, sei, dagli
atti in nostro possesso, per quattro unità abitative, convengono, nel gennaio 2011
(causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 58/2011), in giudizio la Newimm
S.r.l., a seguito anche dell’ottenimento dal Tribunale di Prato, nel novembre
dell’anno precedente del sequestro conservativo dell’immobile in oggetto.
Nello scorso mese di febbraio la società, resistente in contumacia, viene
condannata, con ordinanza del Tribunale di Prato, a corrispondere a ciascuno
dei ricorrenti il doppio della caparra a suo tempo versata, per un totale di
400.000 € oltre alle spese legali.
Questo è l’ultimo atto di una vicenda che si preannuncia ancora lunga e
prolissa, purtroppo di sole carte bollate.
Insomma… non siamo che all’inizio.
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Foto di Marco Ferrari.
[Martedì 19 marzo 2013 | 16:56 - © Quarrata/news]
Triste vicenda che ha coinvolto la città di Cutigliano privandola di una struttura e ponendo al posto della stessa un ammasso di detriti. Triste vicenda, come molte altre, che hanno coinvolto l'amministrazione comunale con soggetti venuti fuori all'improvviso per fare l'affare e scappare. Qualche volta l'esito non è felice!
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